Trattamento di circa 90.000 tonnellate/anno di
rifiuto solido urbano indifferenziato con produzione di CDR e
frazione organica stabilizzata.
Il rifiuto solido urbano indifferenziato viene
alimentato mediante ragno caricatore a polpo alla tramoggia di
carico di un trituratore monoalbero “lacerasacchi” per essere
convogliato, mediante sistema di nastri trasportatori munito di
deferrizzatore alla tramoggia di carico del pressoestrusore
VM2035 (potenzialità di 30 – 35 tonnellate/ora).
Il
pressoestrusore “spreme” il rifiuto ad altissima pressione (600
– 1000 bar) all’interno di un camera cilindrica munita di fori
sulla superficie esterna, separando così il rifiuto alimentato
in ingresso in frazione umida (50 – 55 % umidità) ed frazione
secca (18 – 22 % umidità).
La frazione umida viene inviata mediante nastro
trasportatore alla linea di stabilizzazione aerobica dove viene
posta in cumulo statico con insufflazione di aria dal pavimento
per un periodo di circa 22 – 25 giorni fino al raggiungimento
dei 600 mgO2/kgSVss di indice di respirazione statico.
Viene poi posta in maturazione fino al
raggiungimento dei 400 mgO2/kgSVss e quindi utilizzata come
materiale per ripristini ambientali.
La frazione secca in uscita dal pressoestrusore
(CER 191212), a seconda delle esigenze del gestore può prendere
diverse strade:
-
viene inviata in discarica dove grazie alle
sue caratteristiche di densità intrinseca (0,6 – 0,8
tonnellate/metro cubo in monte) contribuisce in modo
significativo al risparmio di volumetria;
-
viene inviata direttamente alla
termovalorizzazione;
-
viene trasformata in CDR (CER 191210) e
successivamente inviata alla termovalorizzazione (forni al
letto fluido, cementifici, gassifica tori, …);
La
linea di produzione del CDR sfruttando le caratteristiche della
frazione secca presso estrusa risulta essere estremamente
semplice: la frazione secca presso estrusa viene vagliata al
fine dell’eliminazione degli inerti (sbriciolati dal
pressoestrusore) e triturata con mulino a martelli per
l’ottenimento di una pezzatura omogenea.
Lo scarto di vagliatura (foro del vaglio 40 mm)
è pari a circa il 20 - 25 % della frazione secca alimentata in
ingresso.
Il CDR a norma così prodotto viene inviato alla
termovalorizzazione.