Il processo di pressoestrusione

Una volta raggiunti gli obiettivi di recupero e riciclaggio la tecnologia di pressoestrusione viene utilizzata per il trattamento, mediante spremitura ad alta pressione, del rifiuto solido urbano residuale.

In uscita dall'impianto si ottengono due flussi di materiale, la frazione umida e quella secca.

Mediante digestione anaerobica, dalla frazione organica umida (circa il 40 % del rifiuto solido urbano alimentato in ingresso) viene prodotta energia.
 

 

 

Dalla componente secca (circa il 60 % del rifiuto solido urbano alimentato in ingresso) si ottiene il combustibile derivato da rifiuti (CDR di qualità) adatto all’utilizzo per la produzione di energia negli impianti di ultima generazione.

Sono in corso studi e sperimentazioni con la collaborazione della nostra società condotti da diverse municipalità con l’apporto scientifico delle più importanti università italiane volti alla messa a punto di un processo di co-digestione della frazione organica derivante da raccolta differenziata in opportune miscele con fanghi derivanti dagli impianti di depurazione delle acque reflue per la produzione di biogas e compost di qualità con recupero di energia, e diminuzione dell’impatto ambientale.
 


  I vantaggi

Il recupero energetico dalle frazioni organiche umide consente la riduzione dei costi di gestione e smaltimento del rifiuto residuale.

Vengono così liberate risorse che possono essere investite nel potenziamento e miglioramento delle operazioni di raccolta differenziata.

Si innesca così un ciclo virtuoso volto alla salvaguardia dell’ambiente ed a una complessiva riduzione dei costi con indubbi vantaggi per la collettività, sia in termini di bilancio ambientale, sia in termini di spesa per la raccolta e lo smaltimento.

 


 
  Referenze